Perché partecipare al Missione CRA: essere più vicino ai pazienti

Perché partecipare al Missione CRA: essere più vicino ai pazienti

Se stai navigando su questo sito, sicuramente sei interessato al mondo della ricerca clinica. Se già mi segui da tempo, saprai che il primo passo per entrare in questo settore lavorativo è la formazione.
Senza di essa è molto difficile riuscire a trovare lavoro. Basta pensare che non saresti neanche in grado di comprendere a pieno la job description che elenca le mansioni previste per un determinato ruolo professionale, o soprattutto non saresti in grado di parlare “la lingua” del tuo selezionatore durante un colloquio.

Il Missione CRA è il primo corso di alta formazione in ricerca clinica in Italia. Insieme alla CRO Yghea di Bologna, abbiamo organizzato oltre 40 edizioni e formato oltre 700 professionisti in questo settore.

Le ragioni che spingono i ragazzi a partecipare sono molteplici. Per questo, ho deciso di condividerne alcune con te. Chissà se anche tu sei mosso dalle loro stesse motivazioni!

Voglio fare un lavoro che mi permetta di essere più vicina ai pazienti, vedendo l’impatto del mio lavoro sulla loro salute

Questa è una delle motivazioni che ha indicato una delle ultime ragazze iscritte ai corsi in partenza nel 2019.
E come lei ricordo che tanti altri ragazzi mi hanno manifestato questo pensiero.

In genere si tratta di ragazzi che dopo la laurea hanno continuato il loro percorso accademico con un dottorato di ricerca. Purtroppo all’università sono pochissimi i ragazzi che hanno la possibilità di svolgere un dottorato in ricerca clinica (e io sono stato tra quei pochi!). La maggior parte dei progetti e delle attività svolte riguarda la ricerca di base. Anche nei casi di studi di ricerca traslazionale, le attività riguardano soprattutto la raccolta di campioni e la conduzione di analisi di laboratorio.
Inoltre, la maggioranza delle ricerche restano circoscritte all’università e non procedono con gli step successivi sui pazienti. Questo avviene per diverse ragioni, tra cui la mancanza di fondi, le difficoltà nella gestione di una sperimentazione sui pazienti e anche i risultati negativi che si osservano durante il passaggio tra studi su cellule e studi in vivo.

La ricerca clinica rappresenta un collegamento tra la ricerca e i pazienti: è lì che si ha finalmente contezza di ciò che può davvero migliorare la loro salute.
E per questo motivo tanti giovani ricercatori, dopo anni passati dietro il bancone in laboratorio, sono curiosi di sapere cosa c’è oltre, di osservare il vero impatto di un nuovo farmaco sulla salute dei pazienti.

Ovviamente questo non significa che la ricerca di base sia meno stimolante o che possa fornire meno sbocchi. Anzi la ricerca preclinica rappresenta il punto di partenza per gli step successivi, inclusi la ricerca clinica. E sebbene sia un settore molto precario, ci sono tanti giovani che hanno davvero la passione per il loro lavoro e lo portano avanti egregiamente. Grazie alla loro curiosità conducono ricerche che contribuiscono al progresso, non solo scientifico ma anche sanitario.

E sempre grazie a questa curiosità, tanti altri giovani vogliono scoprire cosa c’è oltre il bancone, oltre la porta del laboratorio. Vogliono studiare direttamente sui pazienti il frutto della ricerca, in modo da contribuire allo sviluppo di nuove terapie e farmaci.

Se anche tu ti rivedi in questa descrizione e sei mosso da questa curiosità, ti suggerisco di seguire il videocorso gratuito sul Missione CRA, presente sulla piattaforma di e-learning FormazioneNelFarmaceutico.com. Qui troverai molti altri videocorsi gratuiti che potranno darti chiarimenti sul ruolo del CRA e sugli altri ruoli da entry level nel mondo della ricerca clinica che potrebbero fare al caso tuo!