Il tuo CV è GDPR-compliant?
Nel mondo della Ricerca Clinica, l’attenzione alla protezione dei dati personali è un valore fondamentale. Ma, se da un lato le Contract Research Organization (CRO) sono da sempre attente a garantire la conformità normativa per quanto riguarda i dati dei pazienti, è necessario che queste applichino con altrettanta attenzione tali principi anche nella gestione delle candidature ricevute.
Il tema della conformità del Curriculum Vitae (CV) ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) è spesso trascurato, ma se sei un professionista del settore Life Sciences – Clinical Research Associate, Data Manager, Biostatistico o altro – ti sei mai chiesto se il tuo CV è conforme al GDPR?
Cosa significa avere un CV “GDPR-compliant”?
Il GDPR impone che ogni trattamento di dati personali avvenga in modo lecito, corretto e trasparente.
A seguire, alcuni elementi chiave che ogni candidato/a – soprattutto nel contesto delle scienze della vita – dovrebbe considerare al momento della redazione e invio del proprio curriculum.
Ecco alcuni aspetti da considerare:
1. Hai inserito il consenso al trattamento dei dati personali?
È buona prassi includere, nel proprio CV, una formula aggiornata che autorizzi il destinatario al trattamento dei dati personali per finalità di selezione. Spesso ci si limita a includere una formula generica, come:
- “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003.”
Attenzione: questa dicitura NON è più sufficiente. Con l’entrata in vigore del GDPR, è consigliabile utilizzare una formula aggiornata, come:
- “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali contenuti nel presente curriculum vitae ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) per finalità di selezione del personale.”
2. Hai incluso dati non necessari o particolari (ex “sensibili”)?
Nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati, il curriculum non dovrebbe contenere informazioni non-pertinenti rispetto alla posizione per la quale ci si candida. È pertanto opportuno evitare l’inserimento di:
- Dati anagrafici non essenziali (codice fiscale, numero di documento di identità);
- Informazioni relative a convinzioni religiose, opinioni politiche o appartenenze sindacali;
- Dati relativi allo stato di salute o alla situazione familiare;
3. Hai indicato in modo chiaro il tuo consenso per specifiche finalità?
Qualora il CV venga inviato per un’opportunità futura, o per essere inserito in una banca dati aziendale, è fondamentale che rilasciare un consenso esplicito anche per queste ulteriori finalità, come ad esempio:
- Conservazione dei dati per un periodo prolungato;
- Utilizzo per posizioni diverse da quella inizialmente indicata;
- Condivisione con aziende partner o clienti della CRO.
Una possibile estensione della formula potrebbe essere:
“Autorizzo la conservazione del mio CV e il trattamento dei dati in esso contenuti per finalità di future opportunità professionali, anche presso aziende partner della società.”
4. E’ necessario inserire la propria firma nel CV per renderlo GDPR-compliant?
Spesso si è portati a pensare che firmare il proprio CV, soprattutto a seguito dell’inserimento del consenso al trattamento dei dati, sia obbligatorio.
In realtà, per la maggior parte delle candidature online, sia attraverso i siti di ricerca lavoro, che tramite i portali aziendali, non è necessario firmare il proprio curriculum.
Vi sono delle casistiche nelle quali, però, potrebbe essere opportuno o, addirittura esplicitamente richiesto, di firmare il proprio CV:
- Nelle candidature internazionali (in particolare extra-UE);
- Nelle domande per concorsi pubblici o bandi ufficiali.
Qualora decidessi di voler firmare il tuo curriculum, un consiglio importante, oltre ad apporre una firma scansionata o in formato digitale in corsivo, potrebbe essere quello di posizionarla sotto una formula come:
“Dichiaro che le informazioni fornite sono veritiere e aggiornate.”
Luogo, data
Firma
Conclusione: più valore, più trasparenza
Un curriculum GDPR-compliant non è soltanto un obbligo giuridico: è un segno di consapevolezza e professionalità. In un settore altamente regolamentato come quello della ricerca clinica, dimostrare attenzione al rispetto delle normative è un punto a favore del/della candidato/a.
Come CRO, incoraggiamo i professionisti a presentare CV curati, aggiornati e in linea con le normative sulla privacy. Perché la protezione dei dati personali inizia da ogni piccolo dettaglio.
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