MissioneCRA 30° edizione – Summer Camp

 

 

Dopo ormai diversi anni il MISSIONE CRA ha raggiunto quest’estate la sua trentesima edizione con un summer camp di otto giorni a Mesagne, una vacanza studio tra i sapori della Puglia e il mare del Salento, che ha coinvolto ben 18 ragazzi tra laureandi, dottorandi, neolaureati e lavoratori; corsisti provenienti da ogni parte d’Italia con diversi percorsi accademici, accomunati dall’interesse verso una materia che rimane sconosciuta ai più: la ricerca clinica.

Ho avuto modo di partecipare personalmente a quest’edizione “speciale” in cui non sono mancate nemmeno delle piccole sorprese, come piccoli cadeau e un manuale ad hoc con spiegazioni dettagliate sulla maggior parte delle figure presenti nel mondo della ricerca clinica, un ottimo compendio da unire al resto del materiale che viene fornito in ogni edizione.

Per la prima giornata introduttiva, aperta anche al pubblico, siamo stati ospitati dall’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo, collocato all’interno di un suggestivo ex monastero di frati Cappuccini risalente al XVI secolo; è stata quindi data una panoramica generale sulla ricerca clinica e sul ruolo del CRA, così da illustrare a grandi linee, non solo a noi corsisti ma anche a tutti gli interessati, tutto ciò che ruota intorno alle sperimentazioni cliniche. Dal giorno successivo in poi è iniziata una full immersion intensiva assolutamente degna di un corso di alta formazione con lezioni e testimonianze di esperti del settore che hanno saputo non solo esporre chiaramente una serie di argomenti inizialmente difficili da digerire, ma sono riusciti a rendere piacevoli le ore trascorse aggiungendo curiosità, informazioni e consigli basati sulle loro esperienze decennali così da permettere di ottenere una visione completa di quello che significa lavorare nel mondo della ricerca clinica. Oltre ai compiti di un CRA, alle metodologie e alle normative delle sperimentazioni, alle GCP e GMP sono stati affrontati temi come la farmacovigilanza, sistemi di qualità e quality assurance; non sono poi mancati i workshop, per toccare con mano il lavoro di un monitor, le sessioni di coaching, diverse interviste e infine delle lezioni ed esercitazioni pratiche in inglese per migliorare la capacità di gestire un colloquio di lavoro.

Non posso quindi che consigliare a chiunque sia interessato ad approfondire la materia di prendere in seria considerazione l’idea di partecipare a questo corso e non solo perché permette di ottenere le 40 ore di formazione teorica richieste da decreto ministeriale per diventare monitor, ma perché è davvero in grado di fornire una visione completa sia del ruolo del CRA sia di tutti gli attori che ruotano intorno a un mondo che non può essere conosciuto a pieno finché non lo si va a studiare da vicino.

 

Giulia Quarta